23 gennaio 2016

Riflessioni su The Binding of Isaac

ovvero


Servono i soldoni per fare i gioconi?

the binding of isaac rebirth
Aiuto! Non riesco a smettere di giocarci!

Siamo ormai abituati a vedere ogni anno sugli scaffali dei negozi il solito videogioco tripla A che ci guarda con sguardo demoniaco e, come il caro serpentello che millenni or sono fregò Eva e l’umanità intera, ci parla e ci dice: “Anche se sono praticamente uguale al mio omonimo uscito l’anno scorso, mi devi comprare, bel fustone! Adesso! Devi solo donare un rene e poi sarò tuo! Ti farò passare momenti indimenticabili!” E come ogni anno facciamo la figura dell’Eva di turno e ci facciamo fregare dalla copertina del gioco, leggermente diversa da quella dell’omonimo titolo dell’anno precedente, portandoci così a casa una cicatrice sul fianco ed un prodotto che ci tiene compagnia per una settimana, ci diverte per tre giorni e ci sorprende per tre secondi, nel caricamento tra la schermata iniziale ed il menù principale. Decisamente un rene ben speso!

24 dicembre 2015

Riflessioni su Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza

ovvero


La Forza avrebbe potuto svegliarsi meglio ma ci fa piacere che si sia alzata dal letto finalmente


locandina star wars force awakens
E parliamone un po' anche noi, dai...

Evento cinematografico dell’anno e vuoi che non dica la mia anche io? Eddai...

E come ne parlo però? Il materiale è molto e se mi metto a scrivere parlando del film analizzandolo minuto per minuto rischio di finire la stesura dell’articolo per la fine della prossima trilogia. Quindi, seguendo l’esempio del caro Doc Manatthan, analizzerò i principali personaggi presenti nell’opera di J. J. Abrams parlando di tutto ciò che mi salta in mente di volta in volta. Così a caso, come piace tanto a me.

E partiamo quindi da...

22 dicembre 2015

Riflessioni su Dead Kings

ovvero


Quando il Male videoludico è fatto bene

assassin's creed unity dead kings
Guarda cosa vuol dire noir, Batman.

I DLC sono il Male videoludico. Punto. Su questo non ammetto obiezioni. Che siano rilasciati per inserire porzioni che gli sviluppatori non sono riusciti ad inserire nella versione finale di un videogioco per mancanza di tempo oppure semplicemente per ampliare l’esperienza del videogiocatore mesi dopo l’uscita di un titolo, i DLC sono il Male con la M maiuscola in ambito videoludico. Come le presenza di Paranormal Activity, l’angolo del mobile che aggredisce il mignolino del piede e Shakira con il volto di Margherita Hack. Chiedere del denaro ad uno studente otto anni fuori corso che vive ancora con i suoi per fornirgli il finale di un videogioco che ha già pagato con i soldi ricevuti dalla zia ultracentenaria per il compleanno è scorretto, e su questo credo nessuno abbia qualcosa da ribattere. Noi giocatori siamo tuttavia stupidi e pur di vivere nuove ore di gioco su un videogioco che tanto abbiamo amato siamo disposti a venderla la zia ultracentenaria che con la sua generosità ci ha permesso di giocarlo quel videogioco e ci facciamo così fregare dalla casa di sviluppo di turno. Nel mio caso l’azienda sviluppatrice è Ubisoft, una società in grado di annunciare i DLC di un titolo prima dell’uscita del titolo stesso nonché di rilasciare videogiochi non rifiniti e così pieni di buchi tecnici che al confronto il viso di Cassano è liscio e vellutato come il sedere di un bimbo, ed il titolo in questione “Assassin’s Creed: Unity”. E questa è quindi la storia di cosa è successo quando ho scaricato “Dead Kings”, DLC di “Assassin’s Creed: Unity”.