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3 dicembre 2015

Analisi di Bound

ovvero


50 sfumature di... noia


locandina bound recensione film
La situazione più erotica del film: la locandina.

Qualche mese fa ho guardato ed analizzato il film “Avengers Grimm”, uno dei “capolavori” rilasciati nel 2015 dallo studio cinematografica “The Asylum”, noto praticamente solo per la produzione di mockbusters. Nella speranza che i medesimi autori avessero donato all’umanità altre perle da guardare ed analizzare nello stesso periodo, sono andato alla specifica ricerca di “Bound”, mockbuster del ben più noto “50 sfumature di grigio”, rilasciato all’inizio del 2015 solamente pochi mesi prima di “Avengers Grimm”; e mai errore fu più grande. “Bound” è un film di basso livello, come è più che scontato, se non doveroso, attendersi dal lavoro di “The Asylum”. Insomma, quando una persona guarda un film prodotto da questi signori lo fa solamente per due motivi: per errore o perché alla specifica ricerca di spazzatura certificata da anni di esperienza nel settore. Esiste tuttavia un grande problema: questo film non è altro che un film di basso livello. Questo film non lascia nulla allo spettatore. Questo film è il nulla. Il livello qualitativo di “Bound” non è difatti né abbastanza alto da essere anche solo preso in seria considerazione dalla critica cinematografica né abbastanza basso da essere considerato un film trash da ricordare. Si trova bensì nell’odiosa via di mezzo che rappresenta l’oblio. Il nulla cinematografico. Non possiede quasi nessuna scena o battuta degna di essere ricordata negli annali del putridume cinematografico, se esistessero, ed è più che noioso a tratti. Sì, un film volutamente brutto che fa il verso di un film erotico è noioso. Difficile da immaginare, lo so. Eppure guardare per credere. “Bound” è infatti solamente un film da guardare e... semplicemente dimenticare.

Sebbene ci sia poco da dire su questa pellicola, andiamo ad analizzare “Bound”.

15 ottobre 2015

Analisi di 1666: Amsterdam

ovvero


La storia di Patrice Désilets


1666 amsterdam patrice desilets
Cosa sarebbe stato "Assassin's Creed" sotto la guida di Patrice Désilets?

Cos'è “1666: Amsterdam”?

O meglio, cosa non è “1666: Amsterdam”?

Sicuramente è più semplice rispondere alla seconda domanda. “1666: Amsterdam” è infatti un videogioco il cui la cui fase di sviluppo è ancora in discussione, per utilizzare un eufemismo. Perché allora questo titolo è già così noto? Come può un prodotto essere conosciuto se ancora non è stato nemmeno completato? Per capirlo bisogna fare un salto indietro di qualche anno e parlare dell'uomo che negli ultimi quattro anni ha lottato per il futuro di “1666: Amsterdam”, per il futuro del "suo gioco", come lui stesso lo ha definito: Patrice Désilets.

Patrice Désilets nasce nel 1974 a Saint-Jean-sur-Richelieu, a pochi chilometri dalla metropoli di Montreal, Canada. Il Canada è la patria degli orsi. Delle giubbe rosse. Delle cascate del Niagara. Dell'hockey su ghiaccio. Ma a Patrice non interesse l’hockey. Patrice ha altri interessi. Studia infatti cinema e letteratura alla Université de Montréal, l’Università di Montreal, dove si diploma nel 1996. Tuttavia è qualcosa di più di un semplice scrittore o sceneggiatore teatrale o cinematografico. E’ un creativo a 360 gradi, che ama inventare storie e mondi fantastici. Negli anni Novanta scoppia il fenomeno PlayStation, nuova console per videogiochi prodotta dalla Sony, che in breve tempo ottiene il monopolio del mercato letteralmente sbaragliando tutte le altre console. Patrice adora i videogiochi. Adora le loro storie. I loro mondi. E alla fine degli anni Novanta il suo talento ha la possibilità di mettersi in mostra in quel mondo che lui adora; nel 1997 viene assunto da una delle tante aziende produttrici di videogiochi che stavano costruendo una propria filiale nel polo tecnologico della città di Montreal: la francese Ubisoft.

30 settembre 2015

Analisi di Assassin's Creed III

ovvero


L'inizio della fine


assassin's creed 3 analisi
Perché mi trovo in questo scontro?
Ma che importa? Andiamo ad uccidere qualche giubba rossa!

Rilasciato ormai la bellezza di tre anni fa, il titolo di punta di Ubisoft dell'anno 2012 ha continuato nel corso degli anni, e continua tuttora, a ronzarmi in testa come una simpatica zanzara nelle torride sere d'estate. Le incongruenze ed i buchi narrativi presenti in Assassin's Creed III sono infatti la base su cui è stata plasmata la forma mentis degli sceneggiatori che hanno partorito poi i pretestuosi intrecci narrativi poveri di contenuto in termini narrativi che Ubisoft ci ha mostrato nei due capitoli successivi. Nonostante il colosso francese abbia tentato in tutti i modi di nascondere la pochezza narrativa dei loro prodotti dietro ai fronzoli del sedicente "turismo storico" tanto odiato dai fan di vecchia data della serie, tutti i fruitori della saga, sia neofiti che storici, hanno notato un significativo calo qualitativo della trama principale e, sebbene sia Assassin's Creed: Brotherhood che Assassin's Creed: Revelations fossero già un sintomo del discostarsi della saga dall'originale idea di trilogia, il titolo “americano” è stato il primo segnale evidente del piegarsi del franchise al volere del mercato, anche a costo di snaturarne il cuore.

19 maggio 2015

Analisi di Avengers Grimm

ovvero


The Asylum is back


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Disney Princesses are here, motherfucker!

Chiunque conosca Karim Musa, "nome d'arte" di Yotobi, conosce lo studio cinematografico The Asylum, responsabile della produzione di alcuni dei film recensiti in chiave cinica ed ironico dal noto youtuber italiano. Per tutti quelli che non conoscono né Yotobi né lo studio The Asylum, e siete in pochi, sappiate che è specializzato nella produzione di film a basso costo per il circuito direct-to-video, molti dei quali vengono definiti dalla stampa specializzata con il nome di "mockbuster", ovvero pellicole che si rifanno in maniera piuttosto esplicita ad opere di maggiore caratura con lo scopo di guadagnare sfruttando il loro successo. E' proprio il caso della pellicola di cui voglio parlare oggi, "Avengers Grimm", mockbuster del ben più popolare "Avengers: Age of Ultron". Distribuito due settimane prima del titolo prodotto dal colosso Marvel Studios - non si sa mai che qualcuno confonda i due film e lo compri per caso - Avengers Grimm ha in realtà ben poco del film scritto e diretto da Joss Whedon; nel film di The Asylum troviamo infatti le care principesse Biancaneve, Cenerentola, Aurora, Rapunzel e Cappuccetto Rosso impegnate a combattere il perfido Tremotino, intenzionato a conquistare il mondo. Prima che qualcuno lo chieda: no, non stiamo per andare a parlare di "Shrek e vissero felici e contenti".

Andiamo quindi ad analizzare questo "Avengers Grimm".

14 gennaio 2015

Analisi di Assassin's Creed: Rogue

ovvero


Riciclare un titolo vecchio pur di guadagnarsi la paga anche su console di vecchia generazione


assassin's creed rogue analisi
Say hello to my little friend!

Buongiorno. O buona sera. Dipende. Se guardate fuori dalla finestra (quella vera, non quella che state guardando mentre leggete queste parole) e vedete il sole allora buongiorno. Se no... Vabbè, avete capito. In qualunque momento stiate leggendo queste righe (se non avete ancora chiuso la finestra del vostro browser), benvenuti nella mia personale recensione di questo titolo targato Ubisoft.

Come potrebbe suggerire il titolo, la mia personalissima (ci tengo a precisarlo) opinione su questo gioco è prettamente negativa. E invece no! Credo che il mondo non sia tutto bianco o tutto nero. Mi piace credere che sia fatto di tante sfumature di grigio. No, non le stesse cinquanta del film che esce tra un mesetto. Porcellini! Credo quindi che Assassin's Creed: Rogue abbia i suoi lati positivi ed i suoi lati positivi. Tuttavia, e purtroppo aggiungerei, quelli negativi superano i positivi; e questo è il motivo del sottotitolo della recensione.